Eutanasia superbonus: applicato il principio dell'incertezza del diritto

Come preannunciato, il neogoverno a guida Meloni ha approvato in Consiglio dei Ministri la modifica al superbonus 110, diminuendo l'agevolazione fiscale al 90%.

Subito dopo l'approvazione è circolata la bozza del Decreto Legge in cui era prevista una diminuzione immediata (a differenza di quanto riportato dalla stampa). 

In sostanza, il "nuovo superbonus" si applicherebbe a tutti i lavori il cui titolo edilizio fosse stato depositato dopo l'entrata in vigore del decreto (che, verosimilmente, sarebbe stato pubblicato, e quindi entrato in vigore, a brevissimo termine, posto che i decreti legge sono caratterizzati dall'urgenza).

Scontata la reazione delle parti coinvolte (committenti/cittadini, professionisti e imprese): come si può pensare di depositare in uno/due giorni titoli edilizi, pur in presenza di lavori già deliberati e con progettazione avviata?

Alle proteste è seguita la circolazione di bozze riviste, revisionate, con termini spostati in avanti, con ipotesi di subordinare il cambio di aliquota alla deliberazione dei lavori.

In una sola parola: caos. 

Ma il vero quesito è: ora chi "paga" per questo cambio in corsa?

Chi risarcisce i committenti che hanno conferito incarichi per la progettazione o per studi di fattibilità e che si vedono ridotta l'aliquota e, verosimilmente, non potranno sostenere i lavori? 

Chi risarcisce i professionisti che hanno investito e potrebbero non essere pagati e dovranno accollarsi i costi di un giudizio? 

Chi risarcisce le imprese che hanno investito su cantieri che (forse) mai partiranno e hanno rifiutato altri lavori per eseguire quelli richiesti usufruendo del superbonus?

Lo Stato? La Presidenza del Consiglio?  

Perché, in questo caso generale, una certezza esiste: al superbonus è stata staccata la spina utilizzando il principio dell'incertezza del diritto.

Peccato che il nostro ordinamento (e quello europeo) prevedano la certezza del diritto. E alla certezza del diritto dovrebbe conseguire il principio del legittimo affidamento nell'operato della PA.

E allora le certezze diventano due: dal caos nascerà il contenzioso e l'ultima parola sarà dei magistrati

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