La Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con la sentenza del 23 aprile 2026 nella causa C-744/24, ha messo un punto fermo su una prassi diffusa in tutta Europa: le banche non possono calcolare gli interessi sull'intero importo nominale del finanziamento quando una parte di quella somma serve a pagare costi accessori — tipicamente, il premio di una polizza assicurativa "finanziata" insieme al prestito. Semplificando, gli interessi si applicano solo al denaro che entra realmente nelle tue tasche, non a quello che la banca trattiene per pagare assicurazioni, commissioni o altri costi del credito. La sentenza trae origine dal seguente caso: un consumatore aveva sottoscritto un finanziamento da 150.000 zloty (circa 34.400 euro). Di questa somma, però, ne aveva incassati solo 133.215 poiché i restanti 16.785 erano serviti a pagare un'assicurazione "volontaria" (volontaria solo ipoteticamente perché la sua sottoscrizione comportava una riduzione del tasso d'interesse e, quindi, era di fatto necessaria per ottenere il prestito a condizioni più vantaggiose). Il problema? La banca calcolava gli interessi sull'intero importo di 150.000 zloty, assicurazione compresa. E così il cliente pagava interessi anche sui soldi che non aveva mai visto in quanto destinati a coprire un costo del credito. La Corte ha chiarito alcuni concetti chiave della Direttiva 2008/48/CE (la stessa che in Italia è stata recepita con il Testo Unico Bancario e con le disposizioni sul credito ai consumatori): Far pagare interessi sui costi significa, in sostanza, far pagare interessi sugli interessi (e sugli altri oneri). Una pratica che la Corte ha bocciato perché distorce la trasparenza del mercato e impedisce al consumatore di confrontare correttamente le offerte: il TAEG indicato in contratto, in questi casi, non riflette il reale costo del finanziamento. Quindi, se hai sottoscritto — o stai rimborsando — un mutuo, un prestito personale, una cessione del quinto, un finanziamento auto o qualsiasi altra forma di credito al consumo con una polizza assicurativa finanziata insieme al prestito, è molto probabile che la banca o la finanziaria abbia calcolato gli interessi anche sull'importo del premio assicurativo. Le conseguenze pratiche possono essere significative: Il principio vale sia per i contratti in corso sia, entro i termini di prescrizione, per quelli già conclusi. Per verificare la correttezza del contratto con il tuo istituto di credito non dovrai fare altro che verificare l'importo erogato (ciò che ti è stato accreditato) e confrontalo con l'importo totale del credito indicato in contratto. Se ci sono polizze, commissioni o altri costi finanziati, le due cifre, molto probabilmente, saranno diverse. Controlla, poi, la base di calcolo degli interessi. Se il tasso è stato applicato all'importo totale (capitale + costi) e non solo al netto erogato, la pratica rientra in quella sanzionata dalla Corte UE. In ogni caso, se hai dubbi, contatta un legale per sottoporgli il tuo contratto e avere un parere sulla miglior strada da intraprendere.
Ti posso aiutare?
Compila il modulo per essere ricontattato